Interessante e, detta da qualcuno che vi ha partecipato, anche molto piacevole.
Ve ne parlo perchè l'argomento mi ha suscitato alcune riflessioni.
Mi sono chiesta, innanzitutto, quale potesse essere l'obiettivo – o meglio – quali potessero essere le potenzialità di un insieme di associazioni di volontariato tra loro molto diverse.
Credo molte, perchè se si istituisce un “tavolo” sopra mi ci immagino una bella tovaglia, cioè qualcosa che “copre”, che “riveste”; che cosa? Secondo me i BISOGNI, cioè quelle NECESSITA' che queste associazioni cercano di sopperire. Quindi un “Tavolo delle Solidarietà” mi aspetto che intrecci tutta una serie di relazioni che mettono insieme capacità e vocazioni diverse, nonché complementari tra loro: una maglia fitta-fitta paragonabile, metaforicamente, a quella tovaglia che copre i bisogni di cui parlavo sopra.
Credo molte, perchè se si istituisce un “tavolo” sopra mi ci immagino una bella tovaglia, cioè qualcosa che “copre”, che “riveste”; che cosa? Secondo me i BISOGNI, cioè quelle NECESSITA' che queste associazioni cercano di sopperire. Quindi un “Tavolo delle Solidarietà” mi aspetto che intrecci tutta una serie di relazioni che mettono insieme capacità e vocazioni diverse, nonché complementari tra loro: una maglia fitta-fitta paragonabile, metaforicamente, a quella tovaglia che copre i bisogni di cui parlavo sopra.
Eh sì, perchè penso che – e qui arrivo al nocciolo della questione – il modo delle relazioni sociali abbia un ruolo sempre più importante nella società di oggi. E laddove non ce l'ha, tale ruolo debba essere creato, valorizzato, potenziato.
Vi racconto l'antefatto: un annetto fa lessi un articolo del sindaco uscente di Argile, Pinardi. Faceva un resoconto del suo mandato, iniziato negli anni del boom edilizio e terminato in piena crisi economica. Lui diceva così (l'ho tenuto): L'Italia rischia di diventare il paese dei molti pacchetti che si trasformano in “pacchi”. Carina, vero? Diceva anche: Possiamo uscire dalla logica degli anni '80 “lavoro-guadagno-spendo-PRETENDO” [...] riattivare quella cultura relazionale, amicale, associativa, vicinale, di volontariato, ecc. che consente alla Comunità di sostenersi attraverso relazioni reciproche positive, solidali e, in quanto tali, gratuite.
Chissà dove va a parare il nostro “Tavolo delle Solidarietà”?







12 commenti:
Chissà dove va a parare il nostro “Tavolo delle Solidarietà”?
Bella domanda! Io lo chiederei anche ai rappresentanti locali della lega, ultimamente molto attivi con i crocifissi. Hanno abbandonato i riti pagani e ora si dedicano alla comunione. Però, Dorothy, io non ho capito il tuo commento! C'è qualcosa che non va? Hai intravisto del malaffare! Secondo te c'è qualcosa sotto!? Sai, pensavo fra me e me, sopra una tovaglia, di solito, c'è qualcosa, un piatto.. un bicchiere, un tovagliolo, ma ci può essere anche ..ops!...un coltello! Forse hai visto giusto! Ma figurati poi sotto, la tovaglia ovviamente.... lì ci può stare di tutto! Senza scomodare alte personalità (che tra l'altro una di queste, ha fatto vincere i comunisti a Castello d'Argile, che il dio po lo abbia in gloria) direi che qui gatta ci cova! E quando ci cova la gatta...le cose si mettono male!
Dorothy hai un fiuto eccezionale! Complimenti da un tuo ammiratore.
se è vero che ho buon fiuto, questa volta - sinceramente - devo ancora identificare la mia preda! Nel senso che, la mia riflessione era fine a sè stessa (una volta tanto non critico questa amministrazione ... e mica che quei consiglieri di Magg. che scrivono nel blog me lo riconoscono!!) e vorrebbe soltanto accendere altre riflessioni sul tema dell'importanza della solidarietà nella società di oggi. Come ho scritto, le parole di Pinardi (che cito per giusta riconoscenza dei meriti), mi hanno fatto vedere il ruolo del "Pubblico" in maniera diversa e, da allora, mi pongo spesso il dubbio: "ma non è che pretendo troppo? Ho forse una visione dello stato come paternalista?" Sì, perchè, mi sono convinta che aspettarsi sempre il "pacchetto salva problemi", mi faccia prima o poi prendere un "pacco" (= fregatura). Ma non per incapacità o inefficienza dell'ente pubblico, ma perchè non è possibile che il servizio pubblico sopperisca ai bisogni primari della società (relazioni sociali, comunità, sussidiarietà, per dirne alcuni).
Questo è il mio pensiero, da cui discende molta aspettativa da un gruppo che mette in contatto diverse realtà di volontariato e, quindi, anche la lecita domanda: "chissà dove va a parare?"
scusa dorothy, ma tu le riflessioni fine a se stesse non le sai fare... il livello di questo blog ne è testimonianza
Non hai tutti i torti. Infatti, fu un'amica a mettermi la pulce nell'orecchio. Lei lavora per una cooperativa sociale che è stata invitata al tavolo e mi ha riportato alcuni dialoghi con l'assessore (Pozzoli) dai quali non si capiva bene "dove andasse a parare" questo tavolo. Sembrava quasi un voler mettere tutti insieme per fare qualcosa in più rispetto a ciò che ciascuno già fa (es. la cena, l'iniziativa x, piuttosto che la y, ecc.). Una sorta di "ulteriore impegno".
Mi fermo qui, però, perchè non sono bene informata degli sviluppi di questo tavolo, ma visto che il tema mi intrigava ne ho voluto parlare.
se conosci qualcosa di più dettagliato, fammi sapere.
Dorothy se la tua amica della cooperativa sociale (immagino sia la bravissima Silvia Presti) con cui ho parlato anche io ti racconta solo alcuni aspetti di quello che le viene detto è un problema. Perchè non è così. Mi dispiace moltissimo che il tuo occhio iniziale di osservatrice esterna si stia facendo condizionare sempre da quella parte (a)politica che occupa due banchi del consiglio comunale che fa da portavoce di eccelse menti che ci sono dietro ma che in sostanza in consiglio comunale si comportano come a una gita di estate ragazzi (a cui dò il massimo rispetto). Tu dovresti essere indipendente, critica ma indipendente perchè avresti molta più credibilità. Te lo dice una persona che non condivide quasi nulla delle scelte politiche di questa amministrazione ma che è schifata da come la imposti tu una sorta di opposizione che la lista civica non fa. Ho parlato con un sacco di persone che seguivano il tuo blog ma che hanno smesso perchè sei troppo "di parte". Io da umile elettrice ti consiglio di svincolarti dai caschetti, per avere una maggiore autonomia, perchè la loro politica è apolitica per niente costruttiva. Semplicemente il buon Celere ha carisma, sa organizzarli, coordinarli, farsi portavoce di alcune richieste di alcuni di questi (vedi la figuraccia che hanno fatto in consiglio con le antenne dei vigili e carabinieri). Dorothy conto su di te!
per Silvia B.
grazie dei consigli, ci rifletterò su. Ne approfitto per chiederti, a te come anche ai vari lettori, la cortesia di non fare dei nomi se non si è sicuri. Hai citato una persona che so chi è, ma che in questo caso non c'entra (o magari c'entra indirettamente, perchè non escludo che abbia parlato con la ragazza con la quale ho parlato io). Comunque, fatto stà, che adesso è stata presa in mezzo e sarà difficile convincere tutti che lei non c'entra. E' vero che spesso dico "ho parlato con", ma non voglio scaricare sugli altri parole che ho fatto mie e che quindi ritengo mie, cioè me ne faccio carico io (oddio, che giro di parole!). Potrei anche dire "io faccio", "io c'ero", ecc. ma non sarebbe vero, perchè la verità - appunto - è che parlo con tante persone e spesso sono gli altri che mi stimolano a documentarmi su certi argomenti.
Per quanto riguarda le tue "critiche", ritengo che, a mia discolpa, ci sia il fatto MOLTO POSITIVO che la minoranza stia attraversando involontariamente un momento di grande coesione. Te parla con un "caschetto", uno qualsiasi, e ti dirà esattamente come la pensano tutti gli altri; idem per "Rinnovamento". Questo è un fatto importante, perchè non è scontato che ci sia omogeneità di pensiero in un'epoca caratterizzata dal disinteresse per la politica. E, venendo a me, è facile rimanere contagiati da tanta convinzione.
Comunque, vedrò di dedicarmi di più alle delibere che alle chiacchere ;-)
Carissima,
la coesione nelle minoranze non c'è proprio..se tu sapessi che guerra si stanno facendo tra di loro..Rinnovamento è molto più "incazzato" coi caschetti che con l'amministrazione se vuoi la verità..Rinnovamento (opposizione più forte sui voti, più organizzata, e politicamente molto più consistente) combatte quasi più con i caschetti che con i democratici. Il loro unico punto d'unione è appunto l'opposizione ma inevitabilmente fanno a gara a chi la dice prima. Spesso si rubano le critiche a vicenda. Rinnovamento ha un'opposizione seria, politica, insomma Stefania la sa fare l'opposizione, il povero Bonazzi si limita a usare blog, passaparola, il pettegolezzo, il parlar male alle spalle..Ognuno è libero di appoggiare la parte politica o apolitica che preferisce, secondo il proprio gusto di intendere un'opposizione. Non mi dire però che le opposizioni sono unite però Dorothy. Per concludere, il tuo discorso del non fare nomi lo trovo irragionevole. E' facile fare un blog sparando a zero sul sentito dire, sul "mi hanno detto". Vedi, appena faccio un nome tu subito ritratti per non voler mettere in mezzo nessuno. Questa è la poca serietà che dimostri con questi post buttati lì. Questo era il senso del mio consiglio datoti in precedenza. Un caro saluto
forse mi sono espressa male: la coesione non la intendevo tra le due liste, ma al loro interno (so che non corre buon sangue tra i due) e, secondo me, ne scaturisce un senso di "convinzione" che contagia.
io ho visto alcuni consigli comunali, e la Ferioli è sì più "politica", ma vota contro a priori senza motivare il proprio voto ( in quello che ho assistito ha fatto così 4 volte contro una con motivazione).
Questa non è opposizione ...è non avere argomenti.
Poi sono daccordo che la Ferioli è concentrata contro i caschetti e non contro la maggioranza, perchè mira sempre ad "arrivare seconda".
Lo dico non contro "Rinnovamento", ma perchè se le opposizioni combattessero davvero coordinate(non insieme), forse avrebbero + forza in quanto rappresentano la maggioranza delle preferenze.
NON GUARDATE SOLO AL VOSTRO CORTILE
Caro Gigio, è vero il voto ha detto che Ferioli + Caschetti sono > di Maccagnani. Il problema è che le mele non si sommano con le pere! Eppoi di mele come di pere ce ne sono di diverse qualità...assai diverse. Ma ce lo vedi tu un ..."a casa gli extra" a braccetto con il caschetto boy scout!
W il tavolo della solidarietà!
Rompo un incantesimo...e mi firmo.
Io sono un boy scout, nel tavolo della solidarietà ed un caschetto e penso di riuscire a fare male tutte e tre le cose.
Penso però che la politica locale dovrebbe uscire dagli schemi, cioè dove l'amministrazione propone cose giuste deve essere sostenuta anche dalle opposizioni, le quali debbono essere inflessibili ed unite in quello che l'amministrazione sbaglia(a loro parere).
Essere contro a priori per "cortile politico" non porta certo il bene di Pieve.
I consiglieri comunali di maggioranza a loro volta dovrebbero accettare serenamente le critiche(se costruttive) e non chiudersi in un atteggiamento "bulgaro per paura di andare contro alla loro lista.
Chiedo scusa agli anonimi per l'intromissione.
Non lo farò più ( forse).
Marco Busi
Quando sono venuta ad abitare a Pieve pensavo che il bello di questo posto fosse l'ampia possibilità che si ha di incontrare le persone che conosci o di cui hai bisogno addirittura per strada, e di quanto facilmente si possano scambiare due chiacchere o un'opinione senza troppe difficoltà appunto incontrandosi anche per caso. Ma forse, citando un bellissimo film, “Qualcosa è cambiato?”
Vengo fermata per strada da un conoscente che mi dice “allora sei stata citata?” Non avendo particolari scheletri nell'armadio non ho pensato a persecuzioni giudiziarie, e chiedendo spiegazioni sono venuta a conoscenza dell'esistenza di questo blog e della citazione che appunto mi riguarda. Così per chiarezza ci tengo a dire che:
a- le cooperative sociali non fanno parte del tavolo della solidarietà che è nato e costituito fondamentalmente da associazioni di volontariato.(non cooperative sociali appunto!)
b- non avendo quindi mai partecipato di persona alle riunioni di tale tavolo, trovo difficile poter aver riportato dialoghi fatti con l'assessore (Pozzoli) !
c- ne consegue che difficilmente posso aver parlato sia con DOROTY che con SILVIA B appunto di tale argomento, le quali, non firmandosi con i loro nomi per esteso, tra l'altro non credo proprio di conoscere.
Continuando ad abitare a Pieve resta inteso che se invece le due citate persone che sostengono di conoscermi desiderano sapere la mia opinione non ho difficoltà ad esporla, a chiunque, direttamente e di persona me la chieda.
Ma se così non fosse concludo citando la frase di un altro bel film (Tutto su mia madre) “Chiunque tu sia, ho sempre confidato nella bontà degli sconosciuti”
Silvia Presti
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